sabato 29 dicembre 2007

1,2,3,4... gli album

1. The National - Boxer2. Modest mouse - We were dead even before the ship even sink3. LCD Soundsystem - Sound of silver4. Art of fighting - Runaways 5. Panda Bear - Person pitch 6. Perturbazione - Pianissimo fortissimo7. Feist - The reminder8. Radiohead - In rainbows 9. Mark Ronson - Version 10. Giardini di Mirò - Dividing opinionsQuesti invece sono alcuni degli album esclusi perché ci ho dedicato pochi ascolti, perché non mi hanno completamente convinto, perché quel giorno lì ero di pessimo umore e anche solo una nota che me lo ricordi mi fa venire l'orticaria, perché un paio di canzoni sono intriganti, ma alla lunga tutto il disco annoia, perché sceglierne 10 comporta inevitabilmente delle esclusioni, perché elettronica non ne ho ascoltata molta quest'anno, perché... il perché non me lo ricordo neppure, fatto sta che non l'ho considerato, e chi più ne ha più ne metta.
Ah, dimenticavo: l'album dei Band of horses manca perché non l'ho ancora ascoltato...




mercoledì 26 dicembre 2007

Lenore

Allora, chi è questa ragazza che mi possiede, che tanto amo? Rifiuto tanto di pormi domande quanto di dare risposte riguardo al chi è. Cosa è? È una ragazza dalle spalle esili, dalle braccia esili, dal seno gagliardo, una ragazza dalle lunghe gambe e dai piedi più lunghi della media, piedi che quando cammina puntano un po’ all’infuori… cinti dalle sue nere Converse modello alto. Ho parlato di tenuta conturbante? Macché: quelle sono scarpe che amo. Vi confesso che una volta, in un momento di indubbiamente irresponsabile degenerazione, mentre Lenore era in bagno a farsi una doccia tentai di fare l’amore con una delle suddette scarpe, una All-Star 1989 modello alto, ma, per ragioni intime, non riuscii a portare a termine l’operazione.
Che dire, dunque, di Lenore, dei capelli di Lenore? Sono capelli che in sé e di per sé sono di tutti i colori - biondi e rossi e corvini e ramati - ma che determinano un compromesso ottico esteriore tale da farli risultare complessivamente, e tranne per fulminei bagliori registrabili solo mediante coda dell’occhio, banalmente castani. Capelli che vengono giù lisci seguendo la dolce curva delle guance di Lenore fin sotto il mento, dove quasi si ricongiungono, come fragili mandibole di insetto rapace. Oh, se quei capelli sanno mordere. Di quei capelli io conosco il morso.
E gli occhi. Io non so dire il colore degli occhi di Lenore Beadsman; non posso guardarli; per me quegli occhi sono il sole.
Sono blu. Le sue labbra sono carnose e rosse e tendono al rorido e più che chiedere pare pretendano, in quel loro broncio di seta liquida, d’esser baciate. Io le bacio spesso, lo ammetto, inutile negarlo, ne sono un baciatore, e un bacio con Lenore è, se mi è concesso indugiare un po’ su questo tema, non tanto un bacio quanto una dislocazione, è rimozione e poi brusca assunzione di essenza dall’io alle labbra, sicché è non tanto il contatto di due corpi umani per fare le solite cose a colpi di labbra quanto due insiemi di labbra in reciproca cova e in comunione di specie dagli albori dell’era post-Scarsdale, forti di condizione ontologica autonoma sancita dalla suddetta comunione, che trascinano dietro e sotto di sé, mentre si uniscono e diventano una cosa sola, due ormai completamente superflui corpi terreni appesi al bacio come spossati gambi di fiori sursbocciati ovvero come mute ormai inservibili. Un bacio con Lenore è una sequenza in cui io pattino con scarpe imburrate sull’umida pista del suo labbro inferiore, protetto dalle intemperie grazie all’aggetto madido e tiepido di quello superiore, per infine riparare tra labbro e gengiva e rimboccarmi il labbro sin sul naso come un bimbo la coperta e da lì scrutare con occhi lustri e ostili il mondo esterno a Lenore, del quale non voglio più far parte.

Tratto da “La scopa del sistema” di David Foster Wallace, ed. Fandango

martedì 25 dicembre 2007

sabato 22 dicembre 2007

Okkervil River Christmas gift

Gli Okkervil River, autori quest'anno del'ottimo "Stage Names", hanno deciso di regalare un inatteso cadeau natalizio ai loro fan: "Golden opportunities mixtape", un ep scaricabile gratuitamente dal loro sito, composto di otto cover e della loro "Listening to Otis Redding at home during Christmas", tutte registrate dal vivo negli ultimi due anni.
Si va da John Cale a Serge Gainsbourg, passando per Randy Newman e John Phillips; ballate dolenti, reinterpretate e fatte proprie in maniera personale dal gruppo di Will Sheff, la cui voce struggente ricorda in maniera impressionante talvolta Conor Oberst dei Bright Eyes, a cui gli Okkervil River vengono sovente accostati, talaltra Mark Eitzel, e in altri pezzi ancora Adam Duritz dei Counting Crows (ascoltare "The blonde in the bleachers" di Joni Mitchell per credere).

Tracklist
  1. APRIL ANNE (John Phillips)
  2. SIMON SMITH AND THE AMAZING DANCING BEAR (Randy Newman)
  3. I WANT TO KNOW (Charles F. Olsen/Ed Sanders)
  4. DO WHAT YOU GOTTA DO (Jimmy Webb)
  5. I CAME HERE TO SAY IM GOING AWAY (Serge Gainsbourg/Trans. by W. Sheff)
  6. THE BLONDE IN THE BLEACHERS (Joni Mitchell)
  7. ANTARCTICA STARTS HERE (John Cale)
  8. LISTENING TO OTIS REDDING AT HOME DURING CHRISTMAS (Will Sheff)
  9. SOLO (Sandy Denny)
Decisamente una gradita sorpresa.

lunedì 10 dicembre 2007

Case sparse

Qualche giorno fa pensavo che avrei dovuto scrivere un post su: "All my friends"
degli LCD Soundsystem, una delle mie canzoni dell'anno, quella che forse si avvicina maggiormente alla eventuale definizione di inno generazionale per i più o meno trentenni di questi anni. Inkiostro ha scritto tutto quello che avrei voluto e pure qualcosa di più (e meglio probabilmente). In fondo al suo post potete scaricarvi in mp3 la versione del disco, più lunga, oltre sette minuti, mentre qua sotto ci sta il video della versione abbreviata usata come singolo.



Venerdì a Milano Gelato al veleno party, con Jennifer Gentle, A classic education e Amor fou. sembra interessante."42 more songs" è una compilation promozionale distribuita in download gratuito dalla netlabel italiana 42 records: ci sono parecchi pezzi decisamente intriganti, e alcune perle come la ballata autunnale dei København Store, cantata da Alessandro Raina, l'indie col cuore in mano degli A Classic Education, senza dimenticare la più energica "Bele Legs" dei Fake P.

København Store feat. Alessandro Raina - We Came Down From the North.mp3
A Classic Education - Lovers Barricade.mp3
Fake P - Bele Legs.mp3