sabato 28 aprile 2007

Case sparse

Al lavoro ho l'accesso a internet limitato a pochissimi siti. Tra questi c'è l'orribile portale di Alice, che però ogni tanto tra le news regala delle gemme mica da ridere.

Parlando di una sfilata di moda in occasione della Coppa America a Valencia:
Grande entusiasmo per Gemma Mengual, la campionessa spagnola di nuoto sincronizzato, che ha sfilato con un costume innovativo, tutto nero e dotato di piccoli pannelli solari per ricaricare telefonini ed MP3 senza dover lasciare la spiaggia.

Alcune dichiarazioni del giocatore maliano del Lens Seydou Keita, che interesserebbe all'Inter.
"Il mio sogno è conquistare la Champions League con il Lens, dopo di che parleremo del futuro". à+
Credo che di più improbabili in campo calcistico ci siano solo quelle di Luis Silvio, oggetto misaterioso giunto in Italia nei primi anni ottanta, che appena sceso dall'aereo, esordì con la seguente, memorabile frase: "Fin da quando ero bambino il mio sogno è stato quello di giocare nella Pistoiese."

Altre dichiarazioni, in cui il maestro di stile e buon gusto Flavio Briatore dimostra anche di aver interiorizzato una coscienza ecologica e un senso civico invidiabili: infatti, parlando di alcune idee per rendere più interessante il circuit della formula uno, critica i limiti imposti alle macchine per diminuirne l'impatto ambientale:
"Certe norme ci costano milioni di dollari in sviluppo tecnologico ma non danno alcun contribuito allo spettacolo".

Tra le altre cose, se volete comprare Dida, ora lo potete fare su E-Bay, e si parla proprio di lui, del portiere del Milan in carne e ossa, usato e in buone condizioni, anche se palesa qualche lacuna...

Cambiando discorso - saltare di palo in frasca, come diceva mia nonna, è uno dei miei sport preferiti -, in questi giorni, contrariamente al mio stato d'animo, inspiegabilmente felice e beato, sono entrato in un tunnel di ascolti decisamente depressivi, incentrati quasi solo su new wave e dark inglese, quindi valanghe di Cure, Joy Division e soprattutto gli Echo and the Bunnymen di "Heaven up here". Così mi sorprendo nei momenti più improbabili a canticchiare continuamente tra me e me il giro iniziale di Show Of Strength, pezzo d'apertura del disco, muovendo impercettibilmente a tempo la testa davanti al pc, battendo il piedino sotto la scrivania, dove colleghi e clienti non vedono, o tamburellando con le dita sul mouse.
Cristosanto! Pure adesso che sto scrivendo, picchio le dita sulla tastiera a ritmo. E' una specie di droga, ed io ormai sono nel vortice. Come fare a venirne fuori? Credo che l'unica soluzione sia lanciare un appello all'illustrissimo ministro della sanità, sua eccellenza signora Livia Turco:
"Aiuto signora ministra! Eccellentissima signora ministra Livia Turco, anche se non è Rosybindi, mi salvi! Basta con le crociate contro le droghe leggere, il vero pericolo sta nella diffusione della musica di Echo & the Bunnymen, non della cannabis! La renda illegale, la scongiuro, signora ministra. La prego, mi costringa ad ascoltare per centinaia di ore consecutive Gigi D'Alessio, Michele Zarrillo, Marcella Bella o gli Zero Assoluto, addirittura potrebbe togliere dal freezer per me Massimo Di Cataldo; meglio ancora sarebbe una ciclopica jam session. Solo così potrei uscire dal tunnel, e starmene quieto, senza pensare a nulla, senza stare invano in attesa che la voce di Ian McCulloch inizi a cantare. La imploro, signora ministra, anche se non è Rosybindi, non mi lasci solo! Mi mandi anche i Pooh se serve, ma mi raccomando, lasci a casa il figlio bambascione del chitarrista, che la terapia d'urto va bene, però in quel caso l'urto sarebbe mortale, peggio che finire schiacciati da un tir in piena corsa. Mi liberi da questa ossessione, non lasci inascoltate queste grida di aiuto e di dolore! Faccia di Marco Masini il mio metadone."

venerdì 27 aprile 2007

Ambarabacciccoccò, questo spazio a chi lo do?

E' da oltre un anno che vedo questo cartello lungo la strada per andare al lavoro.

A giudicare dalla sua immutabilità in questo arco di tempo, le pressanti risposte telefoniche che senza dubbio pervengono ogni giorno al numero riportato sono probabilmente tutte dello stesso tenore e dicono: "Ma anche no."

Tra l'altro il tenore è Pavarotti, che però, da allegro e imprevedibile burlone qual è, tarocca la voce, presentandosi: "Sono Placido Domingo".

martedì 24 aprile 2007

Artigianauto

L'amore ai tempi dei Joy Division

In questa pagina potete trovare un bel po' di cover di "Love will tear us apart", quella che è forse la canzone più famosa dei Joy Division, il tutto gentile omaggio di uno dei nostri (ah, il pluralia maestatis!) music blogz preferiti: My Old Kentucky Home. Parecchie versioni sono interessanti e tra le tante ce ne sta anche una dei Carnival of Fools, prima incarnazione dei La Crus.
Unico inconveniente il malfunzionamento di alcuni link, dato che il post è un po' vecchio.
Enjoy!

P.S.: Rimanendo in tema, lo scorso anno avevo avevo già segnalato (repetita juvant)che qui stazionano invece molte cover di "Enjoy the silence" dei Depeche Mode. Consigliata caldamente Tori Amos.

domenica 22 aprile 2007

Ibra-cadabra

Finalmente uno scudetto sul campo, e mi sembrava giusto tributarlo al massimo genio calcistico che attualmente veste nerazzurro.
Avrei voluto postare qualcosa di un po' diverso, però come già ho scritto riesco ad caricare le immagini sul blog solamente da web, tramite link. Questo limite potrebbe essere superato uploadando i file su altri siti dedicati e quindi linkando gli stessi su blogger, se non fosse che l'upload dal pc mi è interdetto un po'ovunque (flickr, imageshack e photobucket gli ultimi fallimenti).
Ho già provato con due computer diversi, senza visibili progressi. Se qualcuno ha qualche idea, che non sia andare a Lourdes o prendere a martellate il portatile, me lo faccia sapere...
Ricchi premi e cotillons.

sabato 21 aprile 2007

Alcuni luoghi che ogni tanto frequento

  • Umarells, ovvero gli anziani alla conquista del mondo, tra tenerezza e ironia (qui ci sta il vecchio blog, ancora aggiornato peraltro).
  • Orrore a 33 giri: l'apoteosi del trash in musica, e se siete dei cultori dovreste dare un'occhiata anche a questo MySpace.
  • Pascal Campion is the new loud, e se non ci credete guardatevi le sue animazioni video e in flash (per completezza qua ci sta il suo blog).
  • Su Inkspinter passo semplicemente perché mi fa morire dal ridere. Né più né meno.
  • Personalità confusa e Chinaski idem, surreali ed esilaranti.
  • Casalinga precaria. E la sua collezione di nerd da adottare of course.
  • Di Banksy avrete probabilmente già sentito parlare, comunque vale sempre la pena di fare un giro sul suo sito.
  • Wooster collective: un blog sulla street art.
  • "PostSecret is an ongoing community art project where people mail in their secrets anonymously on one side of a homemade postcard", in altre parole: segreti inconfessabili.
  • Copy? Right e Cover freak, quando il blog mp3 è dedicato alle cover.
  • E a proposito di rifacimenti, se volete sapere chi nel lontano 1982 ha inciso un'oscura cover di una misconosciuta band garage di Minneapolis dei tardi anni sessanta, Covers Project potrebbe essere il sito che fa per voi.
  • Daytrotter, con le mini-session, e La Blogothéque, con i "concert à emporter", registrati appositamente e messi a disposizione da diversi musicisti, generalmente di area indie, sono più che dei semplici music blog.
  • La Settimana Sportiva, un luogo interessante dove si parla di sport senza le solita banalità, in modo un po' trasversale
  • El Ghibli, rivista on line di letteratura della migrazione.
  • coupland.com... bè... è il sito di Douglas Coupland, non credo di dover aggiungere altro.

mercoledì 18 aprile 2007

Jet privati e clima

Il Live Earth è quell'evento messo in piedi da Al Gore per sensibilizzare il mondo, ovvero i paesi occidentali ricchi, sul surriscaldamento del clima e i rischi che corre l'ambiente, evento che consiste in una serie di concerti che si terranno il 7 luglio in svariate città del globo, con la partecipazione di moltissime star - e qua mi viene in mente il dado per cucinare - internazionali della musica e dello spettacolo.
La causa è certamente meritevole e probabilmente molti artisti partecipranno con convinzione e con la più assoluta sincerità, però di fronte a questi baracconi mi sorgono spontanee alcune domande, in particolare sulla loro utilità, perché poi io - sarò anche cinico - penso che la maggior parte della gente che andrà a vedere o seguirà sui media i concerti se ne strafreghi dell'ambiente e del suo deterioramento, o almeno lo faccia per 364 giorni all'anno, per poi al massimo il giorno del Live Earth sentirsi fiero di essere impegnato in questa battaglia per la salvezza della Terra, saenza sapere neppure lontanamente di cosa si tratti. Però lo dice Bono, e lui deve avere ragione, lui che dà del tu ai potenti, che è bellobravoimpegnatoenonsenefregacomeinvecepotrebbe.
E non ci pensa il povero beota che alla fin fine si riduca tutto ad una grossa trovata pubblicitaria a costo pressoché nullo, in cui delle persone che ancora un po' consumano e inquinano da sole come un quartiere di Milano, vengono fatti passare per dei paladini dell'ecologismo e dell'impegno sociale; un po' come se Pol Pot fosse stato insignito del Nobel per la Pace (è anche vero che l'hanno dato pure a Kissinger...).
Di questa discrasia ha parlato Matt Bellamy dei Muse in un'intervista, motivando così il rifiuto della sua band ad aderire all'iniziativa, in particolare sostenendo che è quantomeno ipocrita sostenere la causa in questione e poi, come faranno molti dei partecipanti, noleggiare costosi jet privati per raggiungere i luoghi dei concerti.
Queste le sue parole precise:
"Private jets for climate change, not sure about it that seems to be a bit on edge - really that's an issue really, so we need to think about it!"
Il riferimento nemmeno troppo velato era sempre a quel vecchio trombone di Bono, che per la massa resta il cantante famoso che si sbatte per le cause più nobili, però è pure quello che l'anno scorso ha noleggiato un aereo per farsi portare da Londra in Italia... un cappello che aveva dimenticato.
Non è un refuso, ho scritto cappello. E' un po' come se io domani mi facessi portare al lavoro - un viaggio di 40 km suppergiù - con un camion autoarticolato un chewing-gum che ho dimenticato sul tavolo di casa prima di uscire.
E poi, per concludere, che cazzo mi rappresenta un cialtrone paffutello come Elton John, che oltretutto non scrive una canzone decente da prima che nascessi io, ed erano i tardi anni settanta, quando mi dice che "odia la povertà", lui che è capace di spendere in fiori oltre 100.000 sterline in un giorno?

Non ci sono più i cani feroci di una volta

Antefatto
Una signora di mezza età cammina placidamente su un marciapiede in periferia quando un pitbull, che già si sfrega le zampe e ghigna irrefrenabilmente sotto i baffi pregustando lo scherzetto, abbaia improvvisamente da dentro il cortile in cui si trova. La tipa, presa di soprassalto, ha un sobbalzo, poi un altro, e infine un altro ancora. Fatto sta che si ritrova in mezo alla strada appena prima che il sottoscritto piombi su di lei con la sua fiammante automobilina dei playmobil, e cerchi di investirla, il tutto senza successo.

Morale
Caro il mio pitbull, non puoi pensare che io riesca a mettere sotto una sciura che si trova a trenta metri da me: la prossima volta che vuoi fare uno scherzo devi essere più preciso e rispettare gli accordi, è facile fare "bau!" alle spalle, lo sanno fare tutti...

BAU!
Hai sentito? Lo so fare anch'io. Il difficile è farlo al momento giusto: sincronia si chiama. O almeno credo.

Cosa dici? Che ti sei spaventato al mio "bau"?
Ma che pitbull sei? Dovresti tendere agguati alle vecchiette, attaccare alle spalle inconsapevoli jogger, sbranare i tuoi simili di ogni dimensione e ti spaventi per un "bau"? Vergogna!
Ah... tu non fai queste cose?
Preferisci l'origami. Andiamo bene... e la fisica quantistica... pure?
...e sei laureato in filosofia della scienza.
Alla Sorbona.
Quindi niente vecchiette...
...e neppure joggers.
...con la s perché è inglese, e io che non l'ho detta sono ignorante.
Beh... ma come ti permetti?
Ah ti permetti e se ho qualcosa in contrario mi sbrani!
Ma hai appena detto che tu non fai... ah, per me faresti un'eccezione e mi sbraneresti... ne sono lusingato, però magari facciamo un'altra volta.
Certo che almeno una vecchietta, solo per darmi soddisfazione, dai... gli azzanni la caviglia e via! No eh?
Vabbè, allora ci si vede.

lunedì 16 aprile 2007

giovedì 12 aprile 2007

Varie ed eventuali

A Pasqua il mio lettore mp3 è resuscitato. E non guardatemi in quel modo, che non c'è niente da ridere: così come Gesù Cristo è resuscitato il terzo giorno, anche il mio Creative Muvo si è risvegliato il terzo mese, dato che era pressoché inservibile dai primi di gennaio.

In compenso da oltre una settimana non riesco a pubblicare sul blog una foto che sia una facendo l'upload dal mio computer. L'unico aspetto positivo della vicenda è che sto acquisendo il dono delle lingue, perché la cosa mi fa bestemmiare in qualsiasi idioma conosciuto e non, meglio ancora se morto.

Per concludere un dubbio, venutomi oggi pomeriggio dopo un primo ascolto di Neon Bible degli Arcade Fire, peraltro un gran bel disco: solo io sento una voce che mi bisbiglia insistentemente nelle orecchie: "Springsteen", "Springsteen" e poi ancora "Springsteen"?

martedì 10 aprile 2007

Stasera è di scena: "L'EUFEMISMO"

"Dopo i primi dieci minuti ci siamo un pochettino disuniti"
Luciano Spalletti, allenatore A.S. Roma, ai microfoni RAI nel dopo Manchester Utd - Roma
EEEHHH!?!?
UN POCHETTINO???

Caro Luciano, in fondo mi stai simpatico, con quell'espressione che ti ritrovi, un'espressione un po' così, di uno che sembra capitato lì per caso, perennemente un po' imbarazzata, e ti dirò: mi sta pure simpatica la Roma, che quasi sempre gioca un gran bel calcio.
Stasera però avete preso sette pere! Sette! Non so se mi spiego?
Avete battuto, ma che dico battuto? Avete sbaragliato ogni record negativo per le squadre italiane nelle coppe europee.
Dopo che il Manchester vi ha demolito 7-1 (e avrebbero potuto essere di più) tu dici che vi siete "un pochettino" disuniti?
Al dunque caro Luciano, mi spieghi quanti ne avreste presi se vi foste disuniti del tutto?

giovedì 5 aprile 2007

Scoperte tardive

Non sono mai stato un grande fan dei Modest Mouse (qui il MySpace). Ho sempre riservato loro ascolti distratti, considerandoli, con una certa superficialità e probabilmente a torto, dei cloni sbiaditi di Pavement e Flaming Lips.
Almeno fino a stasera.
Il loro ultimo "We Were Dead Before The Ship Even Sank" non mi esce più dalla testa, con le sue melodie sghembe, nervose e saltellanti. Credo che darò un'altra opportunità anche agli album precedenti.

//me che, vedendoli non più di ventotto ore fa fare una comparsata in una puntata di O.C., ha pensato: "Ma come fanno a piacere questi qua?". Le ultime parole famose//

martedì 3 aprile 2007

Ogni cosa è illuminata (finalmente!)

Ieri sera sono andato al cinema per vedere "Lettere da Iwo Jima". Il film non ha tradito le attese, veramente splendido, ma non è di questo che voglio parlare, dato che molti altri lo hanno già fatto meglio di quanto potrei mai fare io, e poi con Eastwood si va sul sicuro.
Quello che mi ha colpito è che il buon vecchio Clint ha ribaltato la prospettiva da cui si è sempre interpretata la battaglia di Iwo Jima, fornendoci una nuova e rivoluzionaria chiave di lettura: i giapponesi non hanno perso perché in numero di gran lunga inferiore rispetto agli americani, bensì perché uno dei loro ufficiali di grado
maggiore, quindi con responsabilità di comando, era Gianluca Zambrotta!

Eh, già... come si può pretendere di vincere in guerra se invece che un fine stratega si ha come comandante un seppur duttile e atletico terzino sinistro del Barcellona?