domenica 6 gennaio 2008

Elogio delle panchine pubbliche

Sulle panchine pubbliche puoi sedere e guardare la notte che scende placida sul lago.
Sulle panchine pubbliche puoi ascoltare il rumore del mare che si perde sulla battigia.

Sulle panchine pubbliche puoi abbracciare e baciare teneramente la tua amata.
Sulle panchine pubbliche di un parco puoi trovare ristoro dalla calura estiva.
Sulle panchine pubbliche puoi prendere il sole.

Sulle panchine pubbliche puoi goderti quella bella giornata primaverile, con la brezza che ti solletica la faccia.
Sulle panchine pubbliche puoi leggere un libro o il giornale.
Sulle panchine pubbliche puoi estraniarti dal mondo esterno.

Sulle panchine pubbliche puoi osservare il mondo che ti circonda, i bambini che giocano nella sabbia, le mamme che parlano fitto fitto tra loro, i vecchi che riposano.
Sulle panchine pubbliche si può mangiare in santa pace, magari bevendo una birra gelata.
Sulle panchine pubbliche scopri che la neve sulla città silente è meravigliosa.

Le panchine pubbliche sono di tutti e su di esse si possono fare talmente tante cose che non si riuscirebbe a pensarle tutte neppure se si volesse.
Le panchine sono bellissime.
Gli idioti le panchine pubbliche le segano.
Io non so molto, ma so che è bene diffidare degli idioti.

Le panchine pubbliche per me sono simboli di accoglienza, isole di resistenza nei confronti del liberismo più sfacciato e ignorante, anzi nei confronti dell'ignoranza in generale. E quindi viva chi le ama e le difende, anche con blog, fotolog e siti internet a loro dedicati.

Bancs publics
Apologie du bancs publics
Public Bench on Flickr

2 commenti:

Laura Mi Manchi ha detto...

Mi sembra di conoscere le panchine della seconda foto...
sai dove è stata fatta?

Ciao....

chad palomino ha detto...

dovrebbe essere una foto di una panchina spagnola, che ho preso dal sito www.bancspublic.net, però non so dove sia stata scattata precisamente. prova a dare un occhio sul sito se è scritto.