sabato 4 agosto 2007

My generation

Forse è un po' una stronzata pensare che ci siano delle canzoni che incarnano lo spirito di una generazione, o comunque una fetta più o meno ampia di questa, che abbiano insomma un valore simbolico che va al di là della bellezza del pezzo, o del fatto che ti piaccia, però credo che alcune di queste possano essere molto rappresentative di una singola persona all'interno del tempo in cui vive, se non dell'epoca stessa.
Poi lo so che ho gusti di nicchia e che probabilmente la maggior parte dei miei coetanei sceglierebbe un pezzo di Vasco, degli 883, o della Pausini nella peggiore delle ipotesi, Ligabue in una appena migliore (fortunatamente dovrei essere un po' vecchio per Gigi D'Alessio, il cui hype è iniziato dopo i miei ventanni, mentre un Nek, per fare un esempio, spero verrebbe escluso solo per principio).
Io credo mi dirigerei altrove; ci stavo pensando proprio ieri quando mi sono messo a rovistare mentalmente nei miei ascolti passati, e ho trovato moltissime canzoni che descrivono sensazioni, stati d'animo, humus culturale affine, comune a me e ad altre persone, però alla fine la maggior parte manca sempre di qualcosa, qualcosa di indefinito eppure determinante.
Se fossi nato una anno dopo avrebbe potuto essere "1979" degli Smashing pumpkins, qualche anno prima "Losing my religion" dei R.E.M.; "Smells like Teen Spirit", la canzone simbolo per eccellenza della mia adolescenza, difetta di quella leggerezza ironica indispensabile, e poi, anche se gli album dei Nirvana li ho consumati, non ho mai messo camicie di flanella, motivo che mi fa escludere anche i Pearl Jam di "Jeremy".
Potrebbe calzare una qualsiasi canzone dei Pavement, probabilmente il mio gruppo preferito e più o meno volontari portabandiera della slackness negli anni novanta, ma in fondo, quando ripenso alla mia vita, non posso fare altro che canticchiare così:
"...Soy un perdedor
I'm a loser baby, so why don't you kill me?"

Beck: "Loser"



... effettivamente non so se pensarne bene o preoccuparmi.

3 commenti:

Zonda ha detto...

Quella canzone e "il pulp" mi hanno segnato un periodo. E' strano. Ci guardiamo indietro e vediamo solo britpop, ma in quel periodo le cose piu' spiazzanti probabilmente erano le colonne sonore di Tarantino e l'Acid Jazz. Cominciavano a farsi sentire anche gli Weezer e i Cardigans. Ma forse sto facendo un po' di confusione spaziotemporale XD

Zonda ha detto...

... anche perche' Beck ho cominciato effettivamente a sentirlo dall'anno successivo, con un remix spalato di "Devil's Haircut" passato da Bertallot su B-Side

Allora andava il Big-Beat

Il riff di "Loser" era usado come sigla di "Davvero", il real world bolognese :)

chad palomino ha detto...

me lo ricordo vagamente davvero, però non ricordo per nulla la sigla.
io ascoltavo valanghe di britpop, grunge (che brutta parola!) a volontà, mentre iniziavano ad incuriosirmi le prime cose elettroniche (underworld, chemical bros, prodigy e soprattutto orbital).
di beck io resto convinto che l'album migliore sia odelay, anche se pure altri li ho ascoltati molto (il primo, midnite vultures e mutations). ultimamente l'ho un po' perso di vista.